Riflessioni preliminari sul nuovo
Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza​

Riflessioni preliminari sul nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza​

Questo parrebbe indicare la volonta’ del legislatore di venire incontro agli imprenditore ed alle società fin dal momento delle prime difficoltà con una serie di rimedi idonei a prevenire un totale dissesto dell’impresa nonché ad aiutarlo nella ripresa.

l’art. 379 del nuovo codice modifica radicalmente l’art.2447 c.II lett.c

riduce i limiti al di sopra dei quali le società sono obbligate alla nomina dell’organo di controllo o di un sindaco o collegio sindacale o revisore.
La nomina ora diverrà obblibatoria quando per due esercizi consecutivi venga superato anche solo 1 di questi presupposti:
Totale attivo patrimoniale 2 milioni euro;
Totale ricavi vendite e prestazioni 2 milioni di euro;
Dipendenti occupati 10.
(rilevante quindi la riduzione poiché prima i dipendenti erano 50,l’attivo patrimoniale 4,4 milioni, i ricavi vendite-prestazioni 8,8 milioni.)


Il riferimento temporale è quello degli esercizi 2017 e 2018.
Se in entrambi gli anni è stata superata una delle soglie predette deve essere obbligatoriamente nominato l’organo di controllo entro il 16 dicembre 2019.
Entro la medesima data dovranno essere modificati anche gli statuti societari.
Responsabili della mancata nomina degli organi controllo saranno ritenuti gli amministratori.

Gli imprenditori

Ove siano titolari di una ditta individuale dovranno predisporre misure idonee a rilevare con estrema rapidità uno stato di crisi sopravenuto o sopravveniente. Dovranno predisporre degli strumenti di rilevamento.

Le società di capitali

Dovranno predisporre(già a far data dal marzo 2019) un assetto organizzativo ed amministrativo adeguato che consenta di rilevare pressoché immediatamente l’insorgere di una situazione di crisi.

Importante rilevare la responsabilità degli amministratori delle srl verso i creditori sociali pe non aver provveduto in maniera adeguata alla conservazione del capitale sociale.
Nb! A seguito della riforma gli amministratori di srl che non avranno predisposto strumenti “rilevatori” adeguati ne risponderanno personalmente verso i creditori anche con il patrimonio personale.

Il nuovo codice della crisi e dell’insolvenza Alcuni aspetti importanti​

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 14 febbraio 2019 il Decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155. 

Alcuni principi generali:

-il termine “fallimento” viene sostituito dal termine “liquidazione giudiziale”
-viene introdotta la definizione “stato di crisi” cioè la possibilità concreta di insolvenza dell’azienda a breve termine
-viene introdotta la “procedura di allerta e di composizione assistita della crisi”
Vengono introdotti gli “strumenti di allerta”(oneri di segnalazione a carico di alcuni ed obblighi dell’imprenditore;
-vengono introdotti gli ”indicatori della crisi” e le modalità di segnalazione della stessa; 
-viene introdotto un organismo di composizione della crisi e dell’insolvenza(ocri) presso le camere di commercio;
-viene introdotta la composizione negoziale stragiudiziale della crisi attraverso piani attestati di risanamento, accordi di ristrutturazione, convenzioni moratorie.
-viene introdotta la procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento;
-viene modificata la struttura del concordato preventivo ed introdotta la liquidazione giudiziale  che sostituisce il fallimento.

E’ stata introdotta una esdebitazione di diritto, per le insolvenze meno gravi, per la quale non occorre più un provvedimento giudiziario.
Sono state introdotte delle modifiche alle disposizioni penali della legge fallimentare con l’introduzione degli artt. 322 -345  che entreranno in vigore  nei confronti degli imprenditori di aziende dichiarate in liquidazione  giudiziale per fatti commessi successivamente all’entrata in vigore del presente decreto.

Il codice civile in parte è stato in parte  modificato negli artt. 2086, 2119, 2257, 2380 bis, 2409, 2475, 2476 c.VI.

Ad esempio l’art.2086 al c. II prevede l’onere per l’imprenditore in società di:

 a) istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi d’impresa e del venir meno della continuità aziendale;
 b) di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale;

Di estrema importanza è l’art. 2476 c.VI cc. Il quale prevede la responsabilità degli amministratori anche nelle società di capitali e recita:

-gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale.
(pertanto è prevista, rispetto ad oggi, una maggiore responsabilità degli amministratori in riferimento all’obbligo di conservazione del patrimonio sociale.

Gli amministratori quindi rispondono verso i creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente) 

 -L’azione di responsabilità può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti; 
 -la rinunzia all’azione da parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione da parte dei creditori sociali; 

L’art. 2477 c.III c. c. Prevede i casi in cui è obbligatoria la nomina dell’organo di controllo e del revisore

L’art 2484 c.I prevede che l’apertura della liquidazione giudiziale sia causa di scioglimento delle società per azioni, delle società in accomandita per azioni e delle srl.

L’art 2545 prevede la possibilità di liquidazione giudiziale anche per le cooperative che praticano attività commerciali.

Infine l’ 2486 c.III  c.c. prevede la responsabilità degli amministratori per violazione dell’obbligo di cui all’art. 2486 del c.c. facendo riferimento ad un criterio di liquidazione dei danni per cattiva gestione della società dopo che si sia  verificata una causa di scioglimento. 

Il decreto entrerà così in vigore:

Le disposizioni di cui all’art. 389 c. II dal 16 marzo 2019. (si badi bene! In questi articoli sono compresi aspetti importantissimi quali):

-gli assetti organizzativi dell’impresa e societari; 
-la responsabilità degli amministratori(378);
-la nomina degli organi di controllo(379);
-le garanzie in favore degli acquirenti di immobili da costruire.

Le restanti disposizioni entreranno in vigore decorsi 18 mesi dalla pubblicazione e cioè il 15 agosto 2020.