Trasferire l'azienda all'estero

La pressione fiscale italiana induce molti imprenditori a pensare di trasferire l’azienda all’estero.
Il costo elevato della manodopera in Italia è altro elemento di forte riflessione per le imprese.
Trasferire l’azienda all’estero significa quindi ipotizzare un risparmio e maggior guadagno di circa il 30% l’anno. Se non di più.

Spostare la sede legale all’estero non è sufficiente.
 Gli elementi da tenere in considerazione sono molteplici ed occorre che sussistano realmente.
In difetto la società sarà ritenuta a tutti gli effetti sottoposta alla normativa fiscale italiana.

Occorre  soddisfare precise condizioni e premesse per non incorrere in quella che la normativa italiana definisce esterovestizione e che esporebbe non solo la società a sanzioni tributarie gravose ,ma anche gli amministratori a seri problemi di natura penale.

Trasferire la società è possibile ,sia in un Paese UE sia in un paese extra UE.

La società può essere trasferita all’estero pur mantenendone l’amministrazione ed anche parte dell’attività in Italia.
Occorre  che la sede e la direzione della società siano effettivamente ubicate nel Paese UE o extra UE.
Ed occorrono altre condizioni effettive e reali perché venga considerata soggetta ad imposizione fiscale del Paese estero.
Insomma non può e non deve essere una pura finzione. Creerebbe solo inutili e gravi problemi di natura fiscale e penale.

Se la società verrà trasferita in un Paese UE si potrà decidere se  essere sottoposti  all’ordinamento giuridico italiano o a quello del Paese di trasferimento.

Se la sede della società verrà trasferita  in un Paese extra UE occorrerà una verifica preliminare della possibilità del trasferimento della sede nel Paese prescelto.

Rispettare le condizioni e la normativa è essenziale. Non è assolutamente facile.

Le aziende e le multinazionali che si sono fino ad ora trasferite in altri Paesi, qualunque essi siano, raramente sono ritornate in Italia.
E’ ovvio che le condizioni economiche offerte, le agevolazioni, la pressione fiscale, il costo del lavoro e tutto il resto siano stati valutati  dagli imprenditori come più favorevoli di quanto il fisco italiano e la politica economica non sappiano offrire alle imprese italiane.