LAW FIRM CRISTINI STUDI LEGALI
ROMA –MILANO- TORINO



NB! Le vignette e le frasi di personaggi celebri che appaiono nel testo altro non sono che un modo per tener viva l’attenzione e rendere i contenuti meno noiosi trasferendo in chiave ironica situazioni personali ed aziendali che purtroppo, nella realtà, lasciano poco spazio ad un sorriso. 

Ogni riferimento a fatti, luoghi, persone, cose e società delle vignette umoristiche nonché delle frasi dei personaggi celebri (estratti da internet)è puramente casuale.

Gli imprenditori e le Aziende italiane in questi anni vivono una crisi economica terrificante. I commenti sono inutili.​

Risanare un’Azienda in crisi non è cosa facile. Spesso è impossibile. Quando l’Azienda è in crisi gli Amministratori dovrebbero​

Evitare di:

-temporeggiare sperando che le cose cambino;
-fare scelte casuali;
-credere che non ci siano problemi a risanare la Azienda o portare a termine composizioni stragiudiziali bonarie con le banche ed i creditori risparmiando il 70-80%;
-credere che determinate azioni in Sede giudiziale possano paralizzare in modo definitivo le azioni dei creditori.

Tutto è possibile ma non è così facile​

Occorre:

-Mantenere la calma ed evitare scelte aziendali casuali;
-Evitare di indebitarsi ulteriormente in modo casuale;
-Incaricare uno Studio di Avvocati o professionisti esperti perché svolgano uno Studio di fattibilità e farsi fare un preventivo per tale incombenza; 
-Alla luce delle possibilità che emergono decidere quali possibili azioni intraprendere e farsi fare un preventivo dei costi professionali successivi.

Alcuni lo chiamano Business Intelligence.​

Il termine (BI) Business Intelligence fu usato la prima volta da un ricercatore tedesco dell’IBM nel 1958,certo HANS PETER LUHN.
Significava uno studio attento della situazione aziendale, delle tecnologie idonee a rilevarla, delle prospettive e dei rischi futuri.
Non sempre è possibile risanare una Azienda. E’ sempre possibile evitare errori e conseguenze peggiori.

LAW FIRM CRISTINI SI OCCUPA DI QUESTO.
LAW FIRM CRISTINI STUDI LEGALI IN
ROMA –MILANO- TORINO ​

Lo studio si occupa di..​

-Diritto Penale
-Analisi e valutazione dello stato di Crisi Aziendale e da Sovra indebitamento
-Tentativi di composizione stragiudiziale bonaria con i creditori
-Il nuovo Codice della Crisi d’impresa
-Organi di controllo
-Responsabilità degli amministratori
-Strategie di Marketing e di Pubblicità Aziendali
-Real Estate e Diritto immobiliare

Le nostre modalità operative..​

Qualora oggetto della consulenza siano vicende penali aziendali o personali, Strategie di Marketing, Pubblicità Aziendali o progetti di Real Estate, Vi verrà fissato un primo appuntamento in uno dei nostri Studi di Torino, Milano e Roma con il team di Avvocati esperti del settore richiesto.

In tale incontro vi saranno prospettati le possibili soluzioni ed un preventivo dei costi in caso di assunzione di mandato professionale.

La consulenza iniziale avrà un costo di euro 150,00(+CPA 4% + IVA). Il pagamento Vi verrà richiesto contestualmente.
La parcella è fiscalmente detraibile per le Aziende.

La consulenza riguardo la valutazione di situazioni di crisi Aziendale, Strategie di risanamento e possibili tentativi di composizione stragiudiziale bonaria con i creditori avviene con le seguenti tempistiche e modalità.​

Ad un primo incontro, che potrà all’occorrenza anche essere concordato presso la sede dell’Azienda con uno degli Avvocati del nostro Studio, dovrà essere fornita un esposizione dettagliata della situazione economico-finanziaria dell’Azienda.

Vi verrà inoltre richiesto di fornire tutta la documentazione in Vs. possesso relativa alle esposizioni debitorie in essere aziendali e personali.

Tale documentazione servirà per eseguire uno Studio di Fattibilità. Tale studio permetterà di individuare se esistano le condizioni per un programma di risanamento concreto dell’Azienda, per intentare azioni legali in Sede Giudiziale o per proporre ai creditori ipotesi di composizione stragiudiziale bonaria. 

Lo Studio di Fattibilità per evidenti ragioni non è gratuito ed ha un costo di Euro 1350,00(+CPA 4% +IVA). 
Il pagamento dovrà avvenire contestualmente al conferimento dell’incarico.

La parcella è fiscalmente detraibile per le Aziende. 

Trascorsi 15 giorni..​

Vi verrà fissato un nuovo appuntamento in Studio e Vi saranno esposte possibilità e rischi concreti delle possibili azioni legali, nonché per proporsi ai creditori con tentativi di composizione stragiudiziale bonaria.

Inviateci una mail  a lawfirmcristini@gmail.com

Vi contatteremo per fissare un appuntamento con uno degli Avvocati del nostro Studio direttamente presso la Vostra Azienda o presso uno dei nostri Studi di Torino, Milano, Roma.
NB! Le vignette e le frasi di personaggi celebri che appaiono nel testo altro non sono che un modo per tener viva l’attenzione e rendere i contenuti meno noiosi, trasferendo in chiave ironica situazioni  personali ed aziendali che purtroppo, nella realtà, lasciano poco spazio ad un sorriso.

Ogni riferimento a fatti, luoghi, persone, cose e società delle vignette umoristiche nonché delle frasi dei personaggi celebri (estratti da internet)è puramente casuale.

La nuova normativa sul Sovraindebitamento e sull’Esdebitazione alla luce del nuovo codice​​


Esdebitazione

La nuova normativa sul sovraindebitamento e sull’esdebitazione alla luce del nuovo codice ( la vecchia legge salva suicidi 3/2012 )

Esdebitazione(artt.278-283 cci)

“ l'esdebitazione consiste nella liberazione dai debiti e comporta la inesigibilita' dal debitore dei crediti rimasti insoddisfatti nell'ambito di una procedura concorsuale che prevede la liquidazione dei beni.”

restano esclusi dall'esdebitazione

“gli obblighi di mantenimento e alimentari ed i debiti per il risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale, nonche' le sanzioni penali e amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti.”

Condizioni per l'esdebitazione​

“1. Il debitore é ammesso al beneficio della liberazione dai debiti a condizione che:

a) non sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro l'economia pubblica, l'industria e il commercio, o altri delitti compiuti in connessione con l'esercizio dell'attività  d'impresa, salvo che per essi sia intervenuta la riabilitazione. Se é in corso il procedimento penale per uno di tali reati o vi è stata applicazione di una delle misure di prevenzione di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, il beneficio può essere riconosciuto solo all'esito del relativo procedimento;

b) non abbia distratto l'attivo o esposto passività insussistenti, cagionato o aggravato il dissesto rendendo gravemente difficoltosa la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari o fatto ricorso abusivo al credito;

c) non abbia ostacolato o rallentato lo svolgimento della procedura e abbia fornito agli organi ad essa preposti tutte le informazioni utili e i documenti necessari per il suo buon andamento;

d) non abbia beneficiato di altra esdebitazione nei cinque anni precedenti la scadenza del termine per l'esdebitazione;

e) non abbia gia' beneficiato dell'esdebitazione per due volte.”

Per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività lavorativa

È necessario  il consenso dei creditori che rappresentino il 60% dei crediti stessi.

Quello che un tempo veniva definito accordo di composizione della crisi ora viene definito  concordato minore.

Inoltre la procedura di sovra indebitamento é ora possibile non solo relativamente  a debiti privatamente assunti ma anche  ai soci illimitatamente responsabili per debiti estranei a quelli sociali. 

La riforma, infine, concede ai componenti di una stessa famiglia la facoltà di presentare un  progetto unico di risoluzione della crisi da sovra indebitamento

Debitore incapiente

“1. Il debitore persona fisica meritevole, che non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno in prospettiva futura, può accedere all'esdebitazione solo per una volta, fatto salvo l'obbligo di pagamento del debito entro quattro anni dal decreto del giudice laddove sopravvengano utilità rilevanti che consentano il soddisfacimento dei creditori in misura non inferiore al dieci per cento. Non sono considerate utilità, ai sensi del periodo precedente, i finanziamenti, in qualsiasi forma erogati.”

Saldo e stralcio bancari ​

La definizione a saldo e stralcio dei debiti con le banche é uno strumento efficace che consente di chiudere un debito con una somma inferiore rispetto all’importo dovuto
E’ una transazione(occorre quindi il consenso delle parti) con la quale il debitore e la banca risolvono bonariamente la vicenda debitoria. Il debitore otterrà una riduzione delle somme dovute.
La banca o la società finanziaria otterrà in unica soluzione (in alcuni casi ratealmente) la parte concordata del credito residuo.
Generalmente le banche che chiudono situazioni creditorie con la procedura di saldo e stralcio pretendono il pagamento dell’importo così concordato in un’unica soluzione.

QUANDO SI PUO’ CHIEDERE IL SALDO E STRALCIO

Non vi è un termine ultimo!

Il saldo e stralcio può essere richiesto quasi sempre.​

Anche quando:

-viene notificato un decreto ingiuntivo per rate di mutuo non pagate;

-viene notificato un pignoramento immobiliare;

-si vuole evitare la vendita all’asta di un immobile;

Effetti della transazione A saldo e stralcio

Il creditore e il debitore si accordano sul dovuto dichiarandosi soddisfatti con la transazione bonaria in merito alle reciproche pretese.

Occorre prevedere che la banca o la società rinuncino,estinto il debito, a qualsivoglia altra azione giudiziaria in merito e provvedano alla cancellazione dell’eventuale segnalazione presso le banche dati.

Esistono dei massimali per un saldo e stralcio e quanto si puo’ risparmiare in percentuale Non esistono massimali.
La definizione di un debito con la banca a saldo e stralcio e’ sempre soggetta all’accettazione del creditore.

La condizione patrimoniale e la situazione finanziaria del debitore ne sono il contrappeso.

Ovvio e’ che la banca tratta solo quando gli conviene.
Tanto maggiori sono le garanzie possedute dalla banca(cfr.ipoteche,fidejussioni ecc) tanto minore é la possibilità che tratti con facilità.

Le banche peraltro in questi anni hanno troppi immobili a disposizione in giacenza.

Preferiscono quindi spesso realizzare subito un 60-70% del credito, senza dover intentare azioni legali che durano anni e talora consentono di ricavare da un’asta immobiliare solo un 30-40% del valore.
Questa la ragione per cui abbastanza frequentemente le banche accettano proposte di transazioni a saldo e stralcio.

Il debitore quando la transazione riesce ottiene in media un risparmio che va dal 20 al 40% (ed a volte anche di più).

Fatto questo il debitore può rientrare normalmente nel sistema creditizio senza ulteriori oneri e vincoli e se aveva delle segnalazioni alla Centrale rischi dopo un po’ di tempo gli vengono cancellate.

E il gioco è fatto.

Entrambe le parti ne hanno avuto un vantaggio.


Nella valutazione dello stato di crisi d’impresa e nello studio di fattibilità non serve un mago.


Servono professionisti preparati.

Riflessioni preliminari sul nuovo
Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza​

Nella nuova normativa non si parla più di fallimento, ma di liquidazione giudiziale.
Questo parrebbe indicare la volonta’ del legislatore di venire incontro agli imprenditore ed alle società fin dal momento delle prime difficoltà con una serie di rimedi idonei a prevenire un totale dissesto dell’impresa nonché ad aiutarlo nella ripresa.

l’art. 379 del nuovo codice modifica radicalmente l’art.2447 c.II lett.c

riduce i limiti al di sopra dei quali le società sono obbligate alla nomina dell’organo di controllo o di un sindaco o collegio sindacale o revisore.
La nomina ora diverrà obblibatoria quando per due esercizi consecutivi venga superato anche solo 1 di questi presupposti:
Totale attivo patrimoniale 2 milioni euro;
Totale ricavi vendite e prestazioni 2 milioni di euro;
Dipendenti occupati 10.
(rilevante quindi la riduzione poiché prima i dipendenti erano 50,l’attivo patrimoniale 4,4 milioni, i ricavi vendite-prestazioni 8,8 milioni.)


Il riferimento temporale è quello degli esercizi 2017 e 2018.
Se in entrambi gli anni è stata superata una delle soglie predette deve essere obbligatoriamente nominato l’organo di controllo entro il 16 dicembre 2019.
Entro la medesima data dovranno essere modificati anche gli statuti societari.
Responsabili della mancata nomina degli organi controllo saranno ritenuti gli amministratori.

Gli imprenditori

Ove siano titolari di una ditta individuale dovranno predisporre misure idonee a rilevare con estrema rapidità uno stato di crisi sopravenuto o sopravveniente. Dovranno predisporre degli strumenti di rilevamento.

Le società di capitali

Dovranno predisporre(già a far data dal marzo 2019) un assetto organizzativo ed amministrativo adeguato che consenta di rilevare pressoché immediatamente l’insorgere di una situazione di crisi.
Importante rilevare la responsabilità degli amministratori delle srl verso i creditori sociali pe non aver provveduto in maniera adeguata alla conservazione del capitale sociale.
Nb! A seguito della riforma gli amministratori di srl che non avranno predisposto strumenti “rilevatori” adeguati ne risponderanno personalmente verso i creditori anche con il patrimonio personale.

Il nuovo codice della crisi e dell’insolvenza Alcuni aspetti importanti​

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 14 febbraio 2019 il Decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155. 

Alcuni principi generali:

-il termine “fallimento” viene sostituito dal termine “liquidazione giudiziale”
-viene introdotta la definizione “stato di crisi” cioè la possibilità concreta di insolvenza dell’azienda a breve termine
-viene introdotta la “procedura di allerta e di composizione assistita della crisi”
Vengono introdotti gli “strumenti di allerta”(oneri di segnalazione a carico di alcuni ed obblighi dell’imprenditore;
-vengono introdotti gli ”indicatori della crisi” e le modalità di segnalazione della stessa; 
-viene introdotto un organismo di composizione della crisi e dell’insolvenza(ocri) presso le camere di commercio;
-viene introdotta la composizione negoziale stragiudiziale della crisi attraverso piani attestati di risanamento, accordi di ristrutturazione, convenzioni moratorie.
-viene introdotta la procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento;
-viene modificata la struttura del concordato preventivo ed introdotta la liquidazione giudiziale  che sostituisce il fallimento.
E’ stata introdotta una esdebitazione di diritto, per le insolvenze meno gravi, per la quale non occorre più un provvedimento giudiziario.
Sono state introdotte delle modifiche alle disposizioni penali della legge fallimentare con l’introduzione degli artt. 322 -345  che entreranno in vigore  nei confronti degli imprenditori di aziende dichiarate in liquidazione  giudiziale per fatti commessi successivamente all’entrata in vigore del presente decreto.
Il codice civile in parte è stato in parte  modificato negli artt. 2086, 2119, 2257, 2380 bis, 2409, 2475, 2476 c.VI.

Ad esempio l’art.2086 al c. II prevede l’onere per l’imprenditore in società di:

 a) istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi d’impresa e del venir meno della continuità aziendale;
 b) di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale;
Di estrema importanza è l’art. 2476 c.VI cc. Il quale prevede la responsabilità degli amministratori anche nelle società di capitali e recita:

-gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale.

(pertanto è prevista, rispetto ad oggi, una maggiore responsabilità degli amministratori in riferimento all’obbligo di conservazione del patrimonio sociale.

Gli amministratori quindi rispondono verso i creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente) 

 -L’azione di responsabilità può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti; 

 -la rinunzia all’azione da parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione da parte dei creditori sociali; 

L’art. 2477 c.III c. c. Prevede i casi in cui è obbligatoria la nomina dell’organo di controllo e del revisore

L’art 2484 c.I prevede che l’apertura della liquidazione giudiziale sia causa di scioglimento delle società per azioni, delle società in accomandita per azioni e delle srl.

L’art 2545 prevede la possibilità di liquidazione giudiziale anche per le cooperative che praticano attività commerciali.

Infine l’ 2486 c.III  c.c. prevede la responsabilità degli amministratori per violazione dell’obbligo di cui all’art. 2486 del c.c. facendo riferimento ad un criterio di liquidazione dei danni per cattiva gestione della società dopo che si sia  verificata una causa di scioglimento. 

Il decreto entrerà così in vigore:

Le disposizioni di cui all’art. 389 c. II dal 16 marzo 2019. (si badi bene! In questi articoli sono compresi aspetti importantissimi quali):

-gli assetti organizzativi dell’impresa e societari; 

-la responsabilità degli amministratori(378);

-la nomina degli organi di controllo(379);

-le garanzie in favore degli acquirenti di immobili da costruire.

Le restanti disposizioni entreranno in vigore decorsi 18 mesi dalla pubblicazione e cioè il 15 agosto 2020